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Artrosi: tutto quello che devi sapere per proteggere le tue articolazioni

Cos'è l'artrosi e perché si manifesta

L'artrosi, nota anche come osteoartrosi, rappresenta una delle condizioni muscolo-scheletriche croniche più diffuse a livello globale. Si tratta di una patologia degenerativa che colpisce le articolazioni, portando a una progressiva usura della cartilagine. Sebbene possa interessare qualsiasi distretto articolare, le zone più frequentemente colpite sono le ginocchia, le anche e la colonna vertebrale. Nel 2026, con l'invecchiamento della popolazione e l'aumento dei tassi di sedentarietà e obesità, l'artrosi è diventata una sfida centrale per il benessere individuale e per la sostenibilità dei sistemi sanitari.

A differenza di quanto si pensava in passato, l'artrosi non è solo un semplice 'consumo' meccanico dovuto all'età, ma un processo complesso che coinvolge l'intera articolazione, inclusi l'osso subcondrale, i legamenti e la membrana sinoviale. I sintomi principali includono dolore, rigidità mattutina e una riduzione della funzionalità che può limitare significativamente le attività quotidiane e la qualità della vita.

L'importanza della cartilagine e il concetto di imbibizione

La cartilagine articolare è un tessuto connettivo straordinario che riveste le estremità delle ossa, permettendo uno scivolamento fluido e ammortizzando i carichi. Una sua caratteristica fondamentale è la mancanza di vasi sanguigni diretti: questo significa che il nutrimento non arriva tramite il sangue, ma attraverso un processo chiamato imbibizione.

Possiamo immaginare la cartilagine come una spugna. Per far sì che le sostanze nutritive entrino e i prodotti di scarto escano, la spugna deve essere compressa e rilasciata. Questo avviene esclusivamente attraverso il movimento e il carico meccanico controllato. Senza attività fisica regolare, la cartilagine non riceve il nutrimento necessario, accelerando i processi degenerativi. Ecco perché il riposo assoluto è raramente la soluzione migliore per chi soffre di questa condizione.

Come viene effettuata la diagnosi corretta

La diagnosi di artrosi è un processo che integra la storia clinica del paziente, l'esame fisico e, quando necessario, gli esami strumentali come la radiografia (RX) o la risonanza magnetica. È fondamentale comprendere che non esiste sempre una correlazione diretta tra l'entità del danno visibile nelle immagini radiografiche e l'intensità del dolore percepito dal paziente.

Molte persone presentano quadri radiografici di artrosi avanzata pur essendo quasi asintomatiche, mentre altre con danni lievi possono avvertire un dolore significativo. Per questo motivo, la valutazione moderna si concentra maggiormente sui test funzionali: lo squat, la valutazione della deambulazione, la forza degli abduttori dell'anca e la mobilità passiva. L'obiettivo della diagnosi non è solo dare un nome al problema, ma capire come questo influenzi la vita del soggetto e quali capacità motorie siano conservate.

Strategie di gestione: l'esercizio come medicina

Le linee guida internazionali concordano sul fatto che la gestione di prima linea per l'artrosi debba essere conservativa e basata su tre pilastri fondamentali: educazione del paziente, esercizio terapeutico e gestione del peso corporeo.

  • Esercizio terapeutico: Contrariamente ai miti comuni, il movimento non danneggia ulteriormente le articolazioni se eseguito correttamente. L'allenamento della forza e l'attività aerobica aiutano a stabilizzare le articolazioni, ridurre l'infiammazione e migliorare la lubrificazione articolare.
  • Educazione: Capire la natura della patologia riduce l'ansia e aiuta a gestire meglio i momenti di riacutizzazione del dolore.
  • Controllo del peso: Ridurre il carico meccanico sulle articolazioni portanti (come le ginocchia) è essenziale per rallentare la progressione dell'usura e diminuire lo stato infiammatorio sistemico spesso associato al tessuto adiposo in eccesso.

Il ruolo della nutraceutica e dei trattamenti complementari

Nel panorama della salute articolare, la nutraceutica gioca un ruolo di supporto sempre più rilevante. Sostanze come la glucosamina, il condroitin solfato e il collagene idrolizzato sono ampiamente studiate per la loro capacità di sostenere la struttura cartilaginea. Allo stesso modo, l'integrazione con acidi grassi Omega-3 e antiossidanti può contribuire a modulare la risposta infiammatoria dell'organismo.

Accanto a queste soluzioni, possono essere presi in considerazione trattamenti supplementari come la terapia manuale, l'applicazione di calore o freddo, e in casi specifici, infiltrazioni di acido ialuronico. Tuttavia, queste opzioni dovrebbero sempre essere viste come un complemento a uno stile di vita attivo e mai come un sostituto del movimento. La chiave per una gestione efficace dell'artrosi nel 2026 risiede nella proattività del paziente e in un approccio integrato che metta al centro la funzione e il benessere globale della persona.