L'intervento di Latarjet rappresenta una delle soluzioni chirurgiche più efficaci per trattare l'instabilità cronica della spalla, specialmente nei casi in cui si sia verificata una perdita ossea a livello della glena. Questa procedura consiste nel trasferimento della coracoide, una piccola porzione ossea della scapola, sul margine anteriore della glena stessa, creando così un blocco meccanico e un rinforzo muscolare che impediscono la lussazione dell'omero. Tuttavia, l'intervento è solo la prima parte del percorso: una riabilitazione post-operatoria scrupolosa è fondamentale per ripristinare la piena funzionalità del braccio.
La prima fase: protezione e immobilizzazione iniziale
Nelle prime 3-4 settimane successive all'intervento, l'obiettivo primario è la protezione dell'innesto osseo e dei tessuti molli in via di guarigione. Durante questo periodo, il paziente indossa solitamente un tutore per mantenere l'arto in posizione neutra o in leggera rotazione interna. Sebbene la spalla sia immobilizzata, è importante eseguire movimenti attivi della mano, del polso e del gomito per evitare rigidità periferiche e migliorare la circolazione. Già in questa fase, sotto la guida di un professionista, si possono iniziare piccoli esercizi di mobilizzazione passiva controllata e movimenti della scapola per mantenere il tono dei muscoli stabilizzatori del tronco.
Il recupero della mobilità articolare
Superata la fase critica di protezione, tra la quarta e l'ottava settimana, si entra nel vivo della riabilitazione motoria. L'obiettivo è il recupero graduale dell'ampiezza di movimento (Range of Motion - ROM). La fisioterapia si concentra inizialmente su esercizi di mobilizzazione assistita, procedendo verso il movimento attivo. È fondamentale procedere con cautela nel recupero della rotazione esterna, per non sollecitare eccessivamente l'innesto della coracoide e il muscolo sottoscapolare che è stato diviso durante l'approccio chirurgico. Il terapista utilizzerà tecniche di terapia manuale per trattare eventuali aderenze cicatriziali e favorire l'elasticità dei tessuti.
Rinforzo muscolare e propriocezione
A partire dal terzo mese, se il controllo radiografico conferma la corretta integrazione dell'innesto osseo, si inizia il potenziamento muscolare vero e proprio. La riabilitazione si focalizza sul rinforzo della cuffia dei rotatori e dei muscoli che stabilizzano la scapola (come il gran dentato e il trapezio). Gli esercizi inizialmente isometrici diventano dinamici, utilizzando elastici e piccoli pesi. In questa fase assume un ruolo cruciale la propriocezione, ovvero la capacità del cervello di percepire la posizione della spalla nello spazio. Esercizi di equilibrio instabile e controllo motorio aiutano a prevenire futuri traumi e a ridare sicurezza al paziente nei movimenti quotidiani.
Il supporto della nutraceutica nel recupero post-operatorio
Un aspetto spesso sottovalutato nella riabilitazione è il supporto nutrizionale. Il corpo necessita di nutrienti specifici per riparare i tessuti ossei e tendinei. L'integrazione con collagene idrolizzato, vitamina C e aminoacidi ramificati può favorire la sintesi di nuove fibre proteiche. Inoltre, l'assunzione di acidi grassi Omega-3 e antiossidanti naturali può aiutare a gestire lo stato infiammatorio fisiologico post-chirurgico, migliorando i tempi di recupero e la qualità del tessuto cicatriziale.
Ritorno all'attività sportiva e considerazioni finali
Il ritorno allo sport dopo un intervento di Latarjet avviene generalmente tra il quarto e il sesto mese, a seconda del tipo di attività. Per gli sport di contatto o quelli che prevedono movimenti overhead (come il tennis o la pallavolo), è necessario un percorso di riatletizzazione specifico che metta alla prova la spalla in condizioni di stress controllato. È essenziale non avere fretta e attendere il via libera definitivo del chirurgo e del fisioterapista. Una spalla ben riabilitata dopo una procedura di Latarjet offre un'eccellente stabilità a lungo termine, permettendo alla maggior parte dei pazienti di tornare ai livelli di attività precedenti all'infortunio.