La frattura del polso rappresenta uno degli infortuni ortopedici più comuni che interessano l'arto superiore. Si verifica in genere in seguito a una caduta accidentale in cui si cerca di attutire l'impatto appoggiando la mano aperta al suolo. Questo evento traumatico può coinvolgere diverse ossa, ma statisticamente la frattura della parte distale del radio è quella che si riscontra con maggiore frequenza nella popolazione di ogni fascia d'età.
Che cos'è la frattura del polso?
L'articolazione del polso è una struttura complessa che mette in comunicazione l'avambraccio con la mano. È composta dalle estremità distali del radio e dell'ulna e dalle otto piccole ossa che formano il carpo. Quando parliamo di frattura del polso, ci riferiamo solitamente alla rottura dell'osso del radio vicino all'articolazione. A seconda della dinamica dell'incidente e della qualità ossea del soggetto, la frattura può essere composta, se i frammenti ossei mantengono il loro allineamento naturale, o scomposta, se le parti dell'osso si spostano dalla loro sede originaria.
Le tipologie più comuni di lesione
Non tutte le fratture del polso sono uguali. Una delle più note è la frattura di Colles, caratterizzata da una deformità specifica del polso che assume un profilo a "dorso di forchetta". Un'altra lesione frequente riguarda l'osso scafoide, una delle piccole ossa del carpo, la cui diagnosi può risultare a volte complessa poiché non sempre evidente nelle radiografie immediate. La classificazione della frattura è fondamentale per determinare l'approccio terapeutico più corretto, che può variare da un semplice periodo di immobilizzazione a un intervento chirurgico di stabilizzazione.
Sintomi principali e diagnosi
Riconoscere tempestivamente una frattura è essenziale per evitare complicazioni a lungo termine. I sintomi tipici includono un dolore acuto e immediato, un gonfiore evidente (edema) e, nei casi più gravi, una deformità visibile dell'articolazione. Il paziente avverte spesso una limitazione funzionale significativa, con l'impossibilità di ruotare il polso o afferrare oggetti. In presenza di questi segnali, è indispensabile consultare un medico che effettuerà un esame obiettivo e prescriverà indagini radiologiche, come i raggi X, per confermare la rottura e valutare l'entità del danno.
Il percorso di trattamento: dal gesso alla chirurgia
Il trattamento iniziale mira a ridurre il dolore e a ripristinare la corretta anatomia dell'osso. Se la frattura è stabile e composta, si procede solitamente con l'applicazione di un apparecchio gessato o di un tutore rigido per un periodo che varia solitamente dalle 4 alle 6 settimane. Nel caso di fratture scomposte o instabili, lo specialista potrebbe optare per un intervento chirurgico utilizzando placche, viti o fili metallici per mantenere i frammenti ossei nella posizione corretta durante il processo di consolidamento.
L'importanza della riabilitazione fisioterapica
Una volta rimosso il gesso o terminata la fase acuta post-operatoria, inizia la fase cruciale del recupero funzionale. La fisioterapia gioca un ruolo determinante per contrastare la rigidità articolare e l'atrofia muscolare che conseguono all'immobilizzazione. Il programma riabilitativo si concentra su esercizi di mobilità passiva e attiva, tecniche di terapia manuale per ridurre il gonfiore e, successivamente, esercizi di rinforzo per restituire alla mano e al polso la loro piena capacità operativa. Un recupero ben gestito previene lo sviluppo di sindromi dolorose croniche e garantisce il ritorno alle attività quotidiane e sportive.
Nutrizione e benessere osseo nel processo di guarigione
Accanto ai trattamenti fisici, il supporto nutraceutico può favorire una migliore riparazione del tessuto osseo. Una dieta equilibrata, ricca di calcio e supportata da adeguati livelli di vitamina D, è essenziale per il turnover minerale. In alcuni casi, l'integrazione con nutrienti specifici come la vitamina K2 o il magnesio può essere consigliata per ottimizzare la mineralizzazione ossea durante la fase di callo osseo, accelerando così il ritorno alla normalità in modo sano e naturale.