La capsulite adesiva, comunemente nota come spalla congelata, è una condizione clinica caratterizzata da un progressivo irrigidimento dell'articolazione della spalla, accompagnato da un dolore spesso invalidante. Questa patologia colpisce la capsula articolare, ovvero il tessuto connettivo che avvolge l'articolazione gleno-omerale, portandola a infiammarsi e successivamente a ispessirsi e restringersi, limitando drasticamente il raggio di movimento.
Che cos'è esattamente la capsulite adesiva
In una spalla sana, la capsula articolare è elastica e permette alla testa dell'omero di muoversi liberamente all'interno della cavità glenoidea. Quando si sviluppa una capsulite adesiva, si formano delle aderenze (tessuto cicatriziale) e il liquido sinoviale, che funge da lubrificante, diminuisce. Il risultato è una spalla che diventa progressivamente più difficile da muovere, sia attivamente (dal paziente stesso) che passivamente (da un operatore esterno).
Le tre fasi della spalla congelata
La capsulite adesiva non insorge improvvisamente in tutta la sua gravità, ma segue solitamente un decorso suddiviso in tre fasi distinte, che possono durare diversi mesi o anni:
- Fase di raffreddamento (Freezing): In questo stadio, il dolore aumenta gradualmente e la spalla inizia a perdere la sua ampiezza di movimento. Il dolore è spesso più intenso durante la notte.
- Fase di congelamento (Frozen): Il dolore può iniziare a diminuire leggermente, ma la rigidità diventa il sintomo predominante. La spalla diventa molto difficile da muovere nelle attività quotidiane.
- Fase di scongelamento (Thawing): Il movimento della spalla inizia lentamente a migliorare e il dolore svanisce gradualmente, portando verso il recupero della funzionalità originaria.
Cause e fattori di rischio
Sebbene la causa esatta non sia sempre chiara, la capsulite adesiva è spesso associata a determinati fattori di rischio. Le persone di età compresa tra i 40 e i 60 anni sono le più colpite, con una prevalenza maggiore nelle donne. Tra i fattori contribuenti troviamo:
- Diabete: I pazienti diabetici hanno una probabilità significativamente maggiore di sviluppare questa condizione.
- Immobilizzazione prolungata: Un periodo di inattività dovuto a interventi chirurgici, fratture o lesioni della cuffia dei rotatori può innescare il processo di irrigidimento.
- Patologie sistemiche: Problemi alla tiroide, malattie cardiovascolari o morbo di Parkinson sono stati messi in correlazione con l'insorgenza della spalla congelata.
Approcci terapeutici e rimedi
Il trattamento della capsulite adesiva mira principalmente a ridurre l'infiammazione e a ripristinare la mobilità articolare. Nella maggior parte dei casi, si predilige un approccio conservativo.
Fisioterapia e movimento
La terapia fisica è fondamentale. Attraverso esercizi di stretching specifici e tecniche di terapia manuale, il fisioterapista lavora per allungare delicatamente la capsula articolare. È importante che gli esercizi siano guidati per evitare di aumentare l'infiammazione durante la fase acuta.
Nutraceutica e integrazione
In un portale dedicato al benessere come Fisio Clinik, non possiamo dimenticare il ruolo dei nutrienti. Alcuni integratori possono supportare la gestione dell'infiammazione cronica. Sostanze come la curcuma, l'artiglio del diavolo e gli acidi grassi Omega-3 possono essere utili come coadiuvanti naturali nel ridurre lo stato flogistico, supportando il recupero dei tessuti connettivi.
Gestione del dolore
Nei casi più gravi, il medico può prescrivere farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) o procedere con infiltrazioni di corticosteroidi per ridurre rapidamente il dolore e consentire l'inizio del percorso riabilitativo. Solo in casi estremamente rari, quando il trattamento conservativo fallisce dopo molti mesi, si prende in considerazione l'intervento chirurgico o la manipolazione sotto anestesia.
Consigli per la vita quotidiana
Se sospetti di soffrire di spalla congelata, è essenziale non forzare eccessivamente l'articolazione ma, allo stesso tempo, non immobilizzarla completamente. Consultare un professionista della salute è il primo passo per una diagnosi corretta tramite test clinici e, se necessario, esami diagnostici come l'ecografia o la risonanza magnetica. Con la giusta pazienza e un piano terapeutico adeguato, la maggior parte dei pazienti torna a una vita normale con una mobilità completa.