L'artrosi della caviglia è una condizione patologica di natura cronica e degenerativa che colpisce l'articolazione tra la tibia, il perone e l'astragalo. Sebbene sia meno comune dell'artrosi dell'anca o del ginocchio, questa patologia può avere un impatto significativo sulla mobilità e sulla qualità della vita di chi ne soffre. Si manifesta principalmente attraverso il deterioramento progressivo della cartilagine articolare, il tessuto elastico che riveste le estremità ossee permettendo lo scorrimento fluido dei capi articolari.
Che cos'è esattamente l'artrosi della caviglia?
Quando la cartilagine inizia a consumarsi, l'osso sottostante rimane esposto. Per compensare questo attrito meccanico, il corpo reagisce producendo escrescenze ossee chiamate osteofiti, che alterano la morfologia dell'articolazione e limitano i movimenti. A differenza di altre forme di artrosi legate principalmente all'invecchiamento, l'artrosi della caviglia ha spesso una natura post-traumatica. Questo significa che può colpire anche persone relativamente giovani che hanno subito fratture o gravi distorsioni in passato.
I sintomi più comuni da riconoscere
Identificare precocemente i segnali dell'artrosi è fondamentale per intervenire tempestivamente. I sintomi variano in base allo stadio della patologia, ma i più frequenti includono:
- Dolore articolare: inizialmente compare solo dopo sforzi prolungati, ma con il progredire della malattia può presentarsi anche a riposo.
- Rigidità mattutina: la difficoltà a muovere la caviglia appena svegli, che tende a migliorare leggermente con il movimento.
- Gonfiore (edema): l'infiammazione cronica può causare un aumento del volume della caviglia.
- Scricchiolii articolari: sensazione di attrito o rumori durante la camminata.
- Limitazione funzionale: progressiva difficoltà nel salire le scale o nel camminare su terreni sconnessi.
Cause e fattori di rischio
Come accennato, circa il 70% dei casi di artrosi della caviglia deriva da traumi pregressi. Fratture del malleolo, della tibia o dell'astragalo possono alterare l'allineamento articolare, portando a un'usura precoce della cartilagine. Altri fattori includono:
- Sport ad alto impatto: atleti che sollecitano ripetutamente l'articolazione (calciatori, corridori, ballerini) sono più esposti a microtraumi.
- Patologie infiammatorie: come l'artrite reumatoide.
- Deformità congenite: malformazioni del piede che caricano il peso in modo non equilibrato.
- Sovrappeso: il carico eccessivo accelera il processo degenerativo articolare.
Diagnosi e valutazione specialistica
Per una corretta diagnosi è necessario rivolgersi a uno specialista ortopedico o a un fisioterapista esperto. L'indagine inizia solitamente con un esame obiettivo per valutare l'ampiezza del movimento e la stabilità. Gli esami strumentali più indicati sono la radiografia (spesso eseguita sotto carico, ovvero stando in piedi) e la risonanza magnetica, utile per valutare lo stato dei tessuti molli e la presenza di eventuali geodi o necrosi ossee.
Trattamenti conservativi e fisioterapia
Nelle fasi iniziali e intermedie, l'obiettivo principale è la gestione del dolore e il mantenimento della funzionalità. La fisioterapia gioca un ruolo cruciale attraverso esercizi di rinforzo muscolare, mobilizzazioni articolari e terapie fisiche per ridurre l'infiammazione. L'utilizzo di plantari su misura o scarpe con suole specifiche può aiutare a ridistribuire il carico, alleviando la pressione sulle aree più danneggiate della cartilagine.
Il supporto della nutraceutica e dei rimedi naturali
L'integrazione alimentare può offrire un valido supporto nel rallentare la progressione dell'artrosi e nel migliorare il benessere articolare. Sostanze come la glucosamina e il condroitin solfato sono costituenti naturali della cartilagine e possono aiutarne la riparazione. Anche il collagene idrolizzato e l'acido ialuronico (sia orale che infiltrativo) sono ampiamente utilizzati per migliorare la lubrificazione dell'articolazione. Dal punto di vista antinfiammatorio, estratti naturali come la curcuma, la boswellia e gli omega-3 possono contribuire a ridurre la sintomatologia dolorosa in modo naturale, limitando l'uso prolungato di farmaci antinfiammatori classici (FANS).
Soluzioni chirurgiche nei casi avanzati
Quando il trattamento conservativo non è più sufficiente e il dolore compromette gravemente la vita quotidiana, si può ricorrere alla chirurgia. Le opzioni moderne includono la protesi di caviglia, che mira a mantenere il movimento articolare, o l'artrodesi, ovvero la fusione dell'articolazione, che elimina il dolore al costo di una minore mobilità, compensata però dalle altre articolazioni del piede. La scelta dipende dall'età del paziente, dal livello di attività e dall'entità del danno osseo.