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Cervicalgia e home working: gli effetti del lavoro da remoto sulla salute del collo

La transizione verso il lavoro agile, accelerata drasticamente durante l'emergenza sanitaria, ha ridefinito profondamente le nostre abitudini professionali. Se da un lato lo smart working ha offerto maggiore flessibilità, dall'altro ha esposto il corpo a nuove sfide fisiche. Tra le problematiche più diffuse emerse in questo contesto, la cervicalgia, comunemente nota come dolore al collo, ha registrato un incremento significativo, diventando una delle principali lamentele tra i lavoratori da remoto.

L'origine del problema: ergonomia domestica e postura

Uno dei fattori determinanti per l'insorgenza della cervicalgia durante il lavoro da casa è la carenza di postazioni ergonomiche. A differenza degli uffici aziendali, spesso progettati con criteri ergonomici specifici, le abitazioni sono diventate uffici improvvisati su tavoli da cucina, divani o scrivanie non regolabili. L'uso prolungato del computer portatile, in particolare, costringe il collo a una flessione costante per guardare lo schermo, aumentando il carico sulle vertebre cervicali e sui muscoli nucali.

Questa posizione, nota spesso come "tech neck", altera la curvatura naturale del rachide cervicale, portando a tensioni muscolari croniche. Quando la testa è inclinata in avanti, il peso percepito dai muscoli del collo aumenta esponenzialmente, causando microtraumi che, nel tempo, sfociano in infiammazione e dolore.

I sintomi comuni della cervicalgia da lavoro

La cervicalgia non si manifesta solo come un semplice fastidio localizzato. I sintomi possono variare e includere:

  • Rigidità nucale e difficoltà nei movimenti di rotazione della testa.
  • Cefalea tensiva, spesso localizzata alla base del cranio o dietro gli occhi.
  • Dolore irradiato alle spalle e alle braccia.
  • Sensazione di formicolio o debolezza negli arti superiori.
  • Vertigini e senso di sbandamento in casi di infiammazione acuta.

Fattori di rischio: la sedentarietà prolungata

Il lavoro da casa tende a ridurre il movimento fisico complessivo. Mancano gli spostamenti per raggiungere l'ufficio, le camminate verso le sale riunioni o le pause caffè con i colleghi. Questa sedentarietà forzata mantiene i muscoli in uno stato di contrazione statica per ore. Senza una mobilitazione regolare, la circolazione sanguigna nei tessuti muscolari diminuisce, favorendo l'accumulo di metaboliti che stimolano i recettori del dolore.

Consigli pratici per una postazione di lavoro salutare

Per prevenire o attenuare la cervicalgia, è fondamentale intervenire sull'ambiente di lavoro domestico. Ecco alcuni accorgimenti essenziali:

  • Altezza dello schermo: Il bordo superiore del monitor dovrebbe essere all'altezza degli occhi per mantenere il collo in posizione neutra.
  • Supporto lombare: Utilizzare una sedia che sostenga la curva naturale della schiena, mantenendo i piedi ben appoggiati a terra.
  • Uso di tastiera e mouse esterni: Se si utilizza un laptop, è consigliabile sollevarlo su un supporto e utilizzare periferiche esterne per evitare di incurvare le spalle.
  • Illuminazione: Una luce adeguata evita l'affaticamento visivo, che spesso porta a sporgere il capo in avanti per leggere meglio.

Il ruolo dello stress e della tensione psichica

Non bisogna trascurare la componente psicosomatica. Il confine sfumato tra vita privata e lavorativa in regime di smart working può aumentare i livelli di stress. La tensione emotiva si traduce spesso in una contrazione involontaria dei muscoli del trapezio e del collo, peggiorando il quadro clinico della cervicalgia. La gestione dello stress attraverso tecniche di respirazione o mindfulness può avere benefici diretti sulla riduzione della tensione muscolare.

Supporto nutraceutico per il benessere muscolo-scheletrico

Oltre alla correzione posturale, l'integrazione nutraceutica può offrire un valido supporto nel contrastare i processi infiammatori e favorire il rilassamento muscolare. Sostanze naturali come il magnesio contribuiscono alla normale funzione muscolare e del sistema nervoso, aiutando a ridurre la spasticità. Estratti vegetali come la Boswellia serrata e l'artiglio del diavolo sono noti per le loro proprietà antinfiammatorie naturali, utili per gestire il dolore articolare senza gli effetti collaterali tipici dei farmaci di sintesi. Inoltre, l'apporto di collagene e antiossidanti può sostenere l'integrità dei dischi intervertebrali e dei tessuti connettivi del collo.