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Covid-19 e cervicalgia: gli effetti negativi dell'home working

L'emergenza sanitaria legata al Covid-19 ha segnato un punto di svolta nelle dinamiche lavorative globali, portando milioni di persone a sperimentare il cosiddetto smart working o home working. Sebbene questa modalità abbia offerto vantaggi in termini di flessibilità e riduzione degli spostamenti, ha anche introdotto nuove sfide per la salute fisica. Uno dei disturbi più frequenti segnalati dai lavoratori da remoto è senza dubbio la cervicalgia, comunemente nota come dolore al collo.

L'ascesa della cervicalgia nell'era del lavoro da casa

La cervicalgia è una condizione che interessa il tratto superiore della colonna vertebrale, coinvolgendo muscoli, nervi e vertebre del collo. Prima della pandemia, molti uffici erano progettati seguendo standard ergonomici precisi, con sedie regolabili e monitor posizionati ad altezza occhi. Con il passaggio repentino al lavoro domestico, queste condizioni sono spesso venute a mancare. Molti professionisti si sono ritrovati a lavorare su sedute non idonee, come sedie da cucina o divani, e a utilizzare computer portatili per molte ore consecutive senza supporti aggiuntivi.

Fattori di rischio legati alla postazione domestica

L'insorgenza del dolore cervicale durante l'home working non è casuale, ma è il risultato di una combinazione di fattori biomeccanici e comportamentali. Tra i principali elementi di rischio troviamo:

  • Postura scorretta del capo: L'uso prolungato del laptop costringe a flettere il collo verso il basso per guardare lo schermo, aumentando significativamente il carico sulle vertebre cervicali.
  • Sedute inadeguate: La mancanza di un supporto lombare adeguato porta a una perdita della naturale curvatura della colonna, ripercuotendosi inevitabilmente sulla zona del collo e delle spalle.
  • Sedentarietà prolungata: A casa tendono a mancare i micro-movimenti tipici dell'ufficio, come camminare verso una sala riunioni o la scrivania di un collega, portando a una rigidità muscolare cronica.
  • Stress e tensione: La sovrapposizione tra vita privata e professionale può aumentare i livelli di stress, che spesso si manifesta con una contrazione involontaria dei muscoli trapezio e della nuca.

Sintomi comuni e conseguenze sulla produttività

La cervicalgia derivante da un home working non ergonomico non si limita a un semplice fastidio localizzato. I sintomi possono includere mal di testa miotensivo, rigidità nei movimenti rotatori della testa, vertigini e, nei casi più severi, dolore irradiato alle braccia o formicolio alle mani. Queste condizioni non solo influenzano il benessere generale dell'individuo, ma riducono drasticamente la capacità di concentrazione e la produttività lavorativa.

Strategie di prevenzione ed ergonomia

Per contrastare gli effetti negativi del lavoro da casa sulla zona cervicale, è fondamentale adottare alcune misure correttive. In primo luogo, è consigliabile investire in un supporto per laptop o in un monitor esterno per garantire che la parte superiore dello schermo sia allineata allo sguardo. L'utilizzo di una tastiera e di un mouse indipendenti permette di mantenere le spalle rilassate e i gomiti a un angolo di 90 gradi.

In secondo luogo, la regola del movimento è essenziale: ogni 40-50 minuti di lavoro, è opportuno alzarsi e dedicare almeno cinque minuti a esercizi di stretching dolce per il collo e le spalle. Semplici rotazioni lente e inclinazioni laterali della testa possono aiutare a sciogliere le tensioni accumulate.

Il ruolo della nutraceutica nel supporto muscolo-scheletrico

Oltre alle correzioni ergonomiche, la salute delle strutture cervicali può essere supportata attraverso un approccio nutraceutico mirato. L'integrazione di sostanze con proprietà antinfiammatorie naturali, come la curcuma o lo zenzero, può aiutare a gestire la flogosi dei tessuti molli. Allo stesso modo, l'assunzione di magnesio può contribuire al rilassamento muscolare, riducendo la frequenza dei crampi e della rigidità tipica delle lunghe sessioni davanti al computer. È sempre consigliabile consultare un esperto per individuare le soluzioni più adatte alle proprie esigenze specifiche.

Conclusione

Il lavoro da casa è destinato a rimanere una componente strutturale del nostro futuro professionale. Tuttavia, per rendere questa modalità sostenibile a lungo termine, non possiamo ignorare i segnali che il nostro corpo ci invia. Riconoscere l'importanza dell'ergonomia e del movimento è il primo passo per trasformare l'home working da una potenziale minaccia per il collo a un'opportunità per gestire il proprio benessere in modo più consapevole e personalizzato.