La spalla è una delle articolazioni più complesse e affascinanti del corpo umano. Grazie alla sua straordinaria mobilità, ci permette di compiere una vasta gamma di movimenti quotidiani, dal sollevare un peso sopra la testa al semplice gesto di vestirsi. Tuttavia, proprio questa estrema flessibilità rende la spalla intrinsecamente instabile e soggetta a diverse problematiche, tra cui la più comune è senza dubbio la tendinopatia.
Che cos'è la tendinopatia della spalla?
In passato, si usava spesso il termine "tendinite" per descrivere qualsiasi dolore localizzato ai tendini della spalla, presupponendo che la causa principale fosse un'infiammazione acuta. Oggi, la ricerca scientifica preferisce il termine più ampio di tendinopatia. Questa definizione descrive un quadro clinico caratterizzato da dolore persistente e riduzione della funzionalità, spesso legati a un sovraccarico funzionale o a processi degenerativi del tessuto tendineo, piuttosto che a una semplice infiammazione.
La tendinopatia colpisce solitamente i tendini della cuffia dei rotatori, un gruppo di quattro muscoli fondamentali per la stabilità della testa dell'omero nella cavità glenoidea della scapola. Questi muscoli sono il sovraspinato, il sottospinato, il sottoscapolare e il piccolo rotondo. Tra questi, il tendine del sovraspinato è quello statisticamente più colpito a causa della sua posizione anatomica particolarmente soggetta a compressioni.
Le cause principali e i fattori di rischio
Esistono diversi motivi per cui un tendine della spalla può iniziare a manifestare sofferenza. Uno dei fattori principali è il sovraccarico meccanico, frequente in chi pratica sport sopra la testa (come tennis, nuoto o pallavolo) o in chi svolge lavori che richiedono movimenti ripetitivi delle braccia. Con l'avanzare dell'età, inoltre, la qualità del tessuto tendineo tende a diminuire naturalmente, rendendo i tendini meno resistenti agli stimoli meccanici.
Altri fattori che possono contribuire allo sviluppo della tendinopatia includono squilibri muscolari, posture scorrette mantenute per lungo tempo, traumi diretti o microtraumi ripetuti. Anche fattori metabolici, come il diabete o l'ipercolesterolemia, possono influenzare negativamente la salute dei tendini compromettendo la loro capacità di riparazione.
Sintomi tipici della tendinopatia
Il sintomo cardine è il dolore, che solitamente si manifesta in modo graduale. Inizialmente, il fastidio potrebbe comparire solo dopo uno sforzo prolungato o durante determinati movimenti specifici. Con il passare del tempo, il dolore può diventare più costante, manifestandosi anche a riposo o durante la notte, interferendo con la qualità del sonno. Altri segnali comuni includono:
- Debolezza muscolare durante il sollevamento del braccio.
- Rigidità articolare, specialmente al mattino.
- Sensazione di "scatto" o rumori articolari durante il movimento.
- Limitazione nella capacità di compiere gesti semplici come pettinarsi o allacciare un indumento dietro la schiena.
Il ruolo della nutraceutica nel supporto tendineo
Nell'ottica di un approccio multidisciplinare al benessere della spalla, la nutraceutica può offrire validi strumenti di supporto. L'integrazione alimentare mirata punta a fornire al corpo i mattoni necessari per il trofismo dei tessuti connettivi. Alcuni dei componenti più studiati includono:
- Collagene idrolizzato: essenziale per la struttura del tendine, aiuta a mantenere l'elasticità e la resistenza dei tessuti.
- Vitamina C: un cofattore fondamentale per la sintesi del collagene e un potente antiossidante per contrastare lo stress ossidativo cellulare.
- Omega-3: acidi grassi essenziali noti per le loro proprietà nel modulare i processi legati al benessere sistemico.
- Curcumina e Boswellia: estratti naturali utilizzati per favorire la funzionalità articolare e contrastare gli stati di tensione localizzati.
Strategie di gestione e prevenzione
La gestione di una tendinopatia richiede pazienza e costanza. Il pilastro fondamentale è l'esercizio terapeutico mirato, che ha l'obiettivo di rinforzare progressivamente il tendine e i muscoli stabilizzatori della scapola, migliorando la tolleranza al carico. È importante evitare il riposo assoluto, che potrebbe indebolire ulteriormente le strutture, preferendo invece un carico modulato sulle proprie capacità.
Per prevenire l'insorgenza di queste problematiche, è consigliabile curare la mobilità articolare, mantenere una buona postura durante il lavoro e lo studio, e riscaldare adeguatamente l'articolazione prima di intraprendere attività fisiche intense. Ascoltare i primi segnali del corpo e intervenire precocemente con consigli educativi e soluzioni adeguate è il modo migliore per preservare la salute della propria spalla nel lungo periodo.